giovedì 12 marzo 2009

Storie da tre parole. Rana, luce, cucchiaio.

Martino abitava poco fuori città, fuori abbastanza da credere che tutto attorno alla sua casa potesse esserci solo campagna. La sera, appena le luci della strada si accendevano e il sole spariva dietro ai campi, si metteva sul davanzale e guardava le nuvole scure passare davanti alla luna. Un giorno, dalla finestra, mentre il cielo era pulito come una tovaglia appena lavata, sentì uno strano rumore, come un gracidio, venire da sotto la finestra, proprio dove c’era il pozzo. Incuriosito decise di scendere in cortile. La sera era fresca, come solo una notte di acerba primavera può assicurare. Si diresse, nella penombra, verso il pozzo seguendo il suono che a tratti rompeva il silenzio dell’aia. Una luna a occhio di bue incombeva sulla notte. Martino guardò nel pozzo e vide che in fondo in fondo c’era una lucina che brillava. Silenzio.
Provò a buttare il secchio, ma appena sentì il tonfo nell’acqua e guardò giù, si accorse che la luce era sparita, inghiottita dai cerchi concentrici creatisi in superficie. Silenzio.
Dall’alto dei suoi sei anni Martino provò di nuovo. Tirò su il secchio e la luce ricomparve, poi lo lasciò improvvisamente e quando quello toccò il pelo dell’acqua la luce scomparve di nuovo. Ritentò un paio di volte senza riuscire a capacitarsi dei capricci della lucina. Poi, come sei il pozzo gli avesse suggerito un segreto, corse in casa e dal cassetto del tavolaccio in legno prese un bel cucchiaio da minestra. Con quello e un po’ di pazienza avrebbe catturato quella luce impertinente. Con il sorriso di un bambino furbo ritornò al pozzo, calò il secchio lentamente immergendolo del tutto e attese. Quando il pelo dell’acqua si chetò la luce ricomparve, incorniciata dalla bocca del secchio. Allora con estrema cautela lo fece salire, sempre attento a che la luce non scappasse via. Bloccò la corda al chiodo e tirò il secchio sui mattoni del pozzo. Cucchiaio alla mano si sporse sull’acqua pronto a catturare la luce e in quel momento si sentì per la prima volta davvero un bambino. La luce altro non era che il riflesso della luna. La toccò con il cucchiaio e quella si spense tra mille onde. Con un sospiro girò il cucchiaio nel secchio, come fosse caffelatte in una tazza e solo allora si accorse che sul fondo c’era una piccola ranocchia bianca, pallida come la neve. Per un attimo rimase pensieroso, poi decise che se non poteva avere la luna avrebbe almeno potuto tenere la rana. Così, nel silenzio della notte che ormai aveva mangiato ogni cosa, tornò in casa e mise la bestiolina in un bel vaso trasparente con due briciole di pane. Lo appoggiò sul davanzale della finestra e andò a dormire. Da quel giorno, ogni mattina appena finita la colazione, portava qualche briciola di pane o di biscotti alla sua nuova amica. Il tempo passava e guardando la rana si accorse che sotto la sua pelle bianca si muoveva qualcosa, come se una nuova rana stesse crescendo dentro alla prima. Briciola dopo briciola, giorno dopo giorno, la rana diventava sempre più scura e Martino stava ore a osservarla mentre pigra nuotava nel vaso. Un giorno, però, tornato in camera con un pezzetto di pandolce e il muso ancora sporco di latte, corse al vaso e vide che la rana non c’era più. Se n’era andata, lasciando sul fondo, come un vestito vecchio, la pelle stropicciata che un tempo aveva indossato.

lunedì 9 marzo 2009

Playlist 2009: 04 - Tartan Thought

01 - Nothing To Give/White Lies 4:12
02 - I Don't Think I Love You/Hoobastank 3:40
03 - Palmistry/Great Lake Swimmers 2:35
04 - Tell Me It's Not Over/Starsailor 3:23
05 - Les Malheurs/Pure Reason Revolution 5:02
06 - Your Mouth/Telefon Tel Aviv 4:09
07 - Bored To Hear Your Heart Still Breaks/Tullycraft 3:42
08 - On The Other Side/Vetiver 3:10
09 - Bom Bom Diggy/Tricky 4:06
10 - Talking To Myself/Nadia Sohaei 3:41
11 - Misguided Sheep/Louis XIV 4:27
12 - Hearts A Mess/Gotye 6:05
13 - First We Land/Red Light Company 2:50
14 - Isaac/Madonna 5:52
15 - Chartsengrafs/Grandaddy 2:51
16 - Talk Like That/The Presets 3:44



Playlist 2009: 03 - Office Words

01 - A Cursed Miss Maybellene/Tullycraft 2:40
02 - Let's Fall In Love And Run Away From Here/Ballboy 4:36
03 - June Evenings/Air France 4:02
04 - Friends Are False/Delays 4:10
05 - Submarines Of Stockholm/A.C. Newman 3:55
06 - Hearts On Fire/Cut Copy 4:53
07 - City of Electric Light/Chad VanGaalen 2:33
08 - Slick Dogs and Ponies/Louis XIV 3:09
09 - Moongirl/Stellastarr* 5:30
10 - Last Of Days/A Fine Frenzy 4:13
11 - Live Alone/Franz Ferdinand 3:29
12 - Die With Your Boots On/666 vs 808 6:23
13 - Anti Anti/Bonaparte 3:15
14 - Tears Of Yesterday/Hoobastank 3:57
15 - Badboy/Alice In Videoland 3:22
16 - Farewell To The Fairground/White Lies 4:18

Playlist 2009: 02 - Parking Overflow

01 - We Build Then We Break/The Fray 3:48
02 - King Of Kings/Echo & The Bunnymen 4:24
03 - Science Is Violence/The Rifles 3:07
04 - Invaders Must Die/The Prodigy 4:55
05 - Never Miss A Beat/Kaiser Chiefs 3:09
06 - Over and Out/The Delays 3:13
07 - Talk Cheap/Lovvers 1:37
08 - Venus In Arms/Deathstars 4:02
09 - She's My Winona/Fall Out Boy 3:52
10 - Stranded Pearl/Giant Sand 3:59
11 - I'm Throwing My Arms Around Paris/Morrissey 2:31
12 - If I Could (First Dream)/Project Pitchfork 5:54
13 - Fragile Tension/Depeche Mode 4:08
14 - I Love You More (Than You Like Me)/The Streets 3:45
15 - Contradictive/Tricky 3:04
16 - My Little Tragedy/Zeromancer 4:05
17 - Can't Stop Feeling/Franz Ferdinand 3:03

Playlist 2009: 01 - Useless

01 - Give A Little Love/Noah And The Whale 4:15
02 - Bear Arms/Populous with Short Stories 2:15
03 - Thanks For Your Time/Gotye 4:18
04 - County Fair/John Mellencamp 3:44
05 - When it's black /Electric President 5:12
06 - First Date (are you coming on to me)/The Fleshtones 1:42
07 - Torture Me/Superpartner 4:21
08 - Asleep Or Awake?/Apoptygma Berzerk 3:40
09 - The Hollows/Why? 3:55
10 - A Cause Des Garçons/Yelle 3:48
11 - Jungle Drum/Emiliana Torrini 2:14
12 - Lucky Man/Sun Kil Moon 5:47
13 - Dead Wrong/The Fray 3:06
14 - My Manic And I/Laura Marling 3:56
15 - I Like The Girls/Tricky 2:57
16 - Warriors Dance /The Prodigy 4:22

giovedì 5 marzo 2009

Oneiromachia - La casa sui giardini.

E' una giornata assolata, sono davanti alla porta della casa dei miei nonni paterni. Dalla finestra del secondo piano la seconda moglie di mio nonno si sporge sulla strada, verso di me. La cipolla che ha in testa è quella di Yubaba di Spirited Away, ma invece di essere grigia, è nera corvina, come se non avesse gli anni che ha. Non capisco se mi stia invitando a entrare, o intimando di restare fuori. Mio nonno sulla porta, giovanissimo, come se me lo ricordassi in un'immagine che serbo dai miei quindici anni. Mi avvicino entrando direttamente dal cancelletto chiuso sulle piccole scalette di 5 gradini che sono sulla soglia. Lo abbraccio e accosto il mio viso al suo per baciargli una guancia. Sorride, ma il viso adesso è fuori fuoco. Dentro la casa la luce è fioca, da fuori, come quando attraverso le tapparelle entrano le luci delle macchine di passaggio, arrivano dei fiotti accecanti. Ora che mi stacco da lui vedo che in casa c'è anche Gianni, il fratello di mio padre, la sua nemesi, il suo esatto contrario. Anche lui giovane e magrissimo. Vestito pieni anni settanta, toni marroni e cachi. Guardo di nuovo mio nonno, poi mio zio. Ma a questo punto non so più se sia mio zio, mio padre o io.

giovedì 26 febbraio 2009

Musica ad altissimo volume.

La tua vita, la tua vita vista due volte.

lunedì 2 febbraio 2009

Romanzo in 6 parole!

Anche se è la solita roba di votare via internet...chissà!

http://espresso.repubblica.it/dettaglio-inviato?idarticolo=espresso_2061927&idmessaggio=1027623

io ci provo lo stesso, come sempre.

martedì 30 dicembre 2008

Lilo non sa perdere...

C'è poco da dire, Lilo non sa perdere. Ora bisogna solo capire da chi abbia preso...

venerdì 19 dicembre 2008

Oneiromachia - Il sacerdote polipo. O del sogno nel sogno?

Di nuovo una festa, forse è uno spettacolo di fine qualcosa. So perfettamente dov'è...anni fa e frequentavo il MEG (Movimento Eucaristico Giovanile), ma non mi ricordo il nome del posto. Ad ogni modo è in alta collina con boschi di castagno. Lo spiazzo è grande, pieno di seggiole in metallo e gremito di genitori e ragazzini. Io sono indietro ho 34 anni e non mi vedo tra i bambini in fermento. Devo assolutamente andare in bagno, quindi mi avvio verso quelli comuni più vicini. Sono con la testa appoggiata al muro, mimesi della postura paterna, con l'uccello in mano. Entra una "bidella" con scopone e secchio, grembiule blu cenere. Mi guarda dritto negli occhi. Riccia e corvina, forse del sud. Io non sono imbarazzato, ma sono stupito dalla sua comparsa, come se avesse aspettato che proprio io entrassi in bagno. Con il secchio in una mano e lo scopone nell'altra si accuccia tra le mie gambe. Mi accorgo che non ha gli slip e il suo sesso pulsa. Lei sorride invitandomi. Mi accorgo solo ora che al nostro fianco ci sono altre due "bidelle". Sembrano tutte sorelle. Tutte invitanti. Tutte senza intimo. Ora sono più confuso, a dire il vero il sogno perde un po' i contorni. Il suo sesso ha i tentacoli, piccoli e viola. Sarà mica colpa della ricetta? Ancora più confusione, a dire il vero non ricordo bene cosa succede a questo punto. Solo, la scena mi ricorda il Dracula diretto da Coppola quando le vampire seducono e posseggono il fortunato Keanu-Harker. Piomba il buio, come per l'ultimo respiro cosciente del Cristo in croce, ma l'atmosfera è quella di Hellraiser quando le tenebre ingoiano il mondo e il mondo diventa buie gallerie sudate e catene di ferro arrugginito. Compare una sposa, o almeno sembra, con velo e tutto. Ordina qualcosa alle tre sorelle. Io non so dove sono, adesso mi sembra solo di assistere al loro spettacolo. La donna sacerdote si alza il velo e il suo viso è l'incarnazione di Cthulhu (occhi fissi incorniciati da una moltitudine di tentacoli uncinati). Non a caso il mostro degenere di Lovecraft appare sempre in sogno. Si china dove prima appoggiava il sesso della "bidella" e sonda le piastrelle con i tentacoli sbavanti. Quando rialza la testa dice qualcosa in growl e con uno svolazzare di pizzi e vestiti si gira e se ne va. Nell'ombra tutta la sua pletora di servitori la segue indistinta e fuori fuoco. Sul pavimento sono rimasti dei tentacoli sulle piastrelle sudice, un piccolo polipo floscio. Le "bidelle" con un sacco nero in mano raccolgono gli avanzi del polipo e li mettono gocciolanti dentro la plastica. A dire il vero è solo una delle tre che fa tutto questo, ma essendo tutte molto simili non capisco se è la "bidella" che mi ha dato il benvenuto a gambe aperte. Non sono più nei bagni comuni, ma alla base di un tempio a metà tra le piramidi Maya e le ziqqurat Sumere. Il sogno è indefinito, ma la presenza del sacerdote polipo rimane palpabile e incombente. Tutto è annegato in un limbo antracite.

giovedì 18 dicembre 2008

Oneiromachia - La porta al contrario.

Chissà, ma i sogni sono sempre più strani, con la sensazione di dover attraversare lo Stige, in un museo di mostri/dinosauri fatti di vinile bianco latte, c'è una porta senza stipiti nè cardini, chiusa. Ma il braccio di ferro che la lega al muro impedendole di aprirsi è fuori, al contrario, ancorato a un muro che non c'è.

lunedì 24 novembre 2008

Maledetti Omega 3

Ok, Ok riducono il colesterolo...ma proprio nella maionese? E' come dire faccio il bagno con la sabbia perché pulisce meglio...insomma farà pure bene, ma adesso la Calvè sa di pesce.

venerdì 21 novembre 2008

Oneiromachia - Sogni di finestre elettriche che mandano in cortocircuito la testa mobile di uno spazzolino da denti.

Franz ha dormito da me, avrei dovuto scriverlo subito, ma per pigrizia non l'ho fatto, ho solo ripetuto ad alta voce il passaggio successivo. La festa a casa di Niccolò, compiono gli anni Nicola e Nicoletta. Nicola piange mentre gli regalo un libro, è commosso, ma io sono già oltre e stringo la mano del bue. La casa è super hi-tech. tutte le finestre a vasistas sono elettriche. Inizia una pioggia torrenziale e la Federica mi passa di fianco. Sullo sfondo Lucia che non vedo da credo 25 anni urta una libreria e combina un casino. La Fede borbotta "Solo cose da Fresa". Passo oltre e inizio a chiudere le finestre una a una. Poi trovo quella che si blocca. Fa cortocircuito e mi accorgo che non è la finestra a bruciare, ma la testa di uno spazzolino da denti che è lì di sotto, incastrata. La finestra comunque non si chiude e per terra c'è acqua dappertutto. Tutti chiamano Niccolò. Compare la Silvia Lampronti e mi saluta con due baci sulla guancia...anche lei non la vedo dal almeno 20 anni. Poi salgo le scale e mi trovo in strada tra le pozzanghere e la polvere. Forse l'Africa, forse l'India. C'è una donna che sta filando un tappeto minuscolo. Lei è incredibilmente piccola vista dall'alto. Parte del tappeto è fatta, lei sta scrivendo delle frasi con il filo, poi riempirà i vuoti con il nuovo intreccio. Non ho idea di come ci riuscirà. Poco dopo, entro in un parcheggio di quelli con le rampe, forse scappando, ma senza paura. Il parcheggio dà su un'altra strada polverosa. Pochi alberi, c'è il sole. Io non sono solo, esco dalla porta finestra e mi sembra di uscire da una chiesa. Odore di umidità. Non so chi siano i miei compagni, ma cerchiamo un risciò. La parte che dà sulla bicicletta è coperta. Vorremmo salire davanti, ma il conducente ci fa accomodare dietro attraversando la capotte come fosse d'aria. Siamo in 3, fanno 10 euro.

lunedì 17 novembre 2008

Siamo tutti un po' traditori.

Quando la casa di Luca diventò la tienda de Luca...